Si può fare meglio

Piz Utèr con Seba

Nelle ultime settimane sono successe molte cose e ho partecipato a eventi diversi tra loro. È stato un periodo di alti e bassi, con buoni allenamenti e gare non sempre concluse come avrei voluto.

Dopo le gare di selezione di agosto sono stato in Engadina per circa due settimane. Ho fatto molti allenamenti con un bel blocco con tanta quantità. In questo periodo ho partecipato alla Red Bull Alpitude ad Arosa. È stata una decisione all’ultimo, ma ne è valsa la pena. Nonostante la meteo non proprio da mezza estate (nella notte era caduta anche della neve in alto alla

Engadiner Sommerlauf alla collina di San Gian (by Alphafoto)

cartina, dove però con la mia tattica ho deciso di non andare) è stato divertente provare una forma di CO diversa dal solito. Si avevano infatti 6 minuti per prendere un paio di punti in paese e arrivare alla cabina, se la si mancava si doveva aspettare la prossima. In cima alla cabina si avevano ancora circa 90 minuti per fare più punti possibili su un’altra carta nei pascoli sopra Arosa e poi nel finale di nuovo in paese. Inoltre vi erano dei punti speciali che valevano di più, ad esempio un labirinto, cinque punti ai lati di un torrente da dovere attraversare continuamente o l’ultimo punto sulla torre del parco giochi con possibilità di discesa dallo scivolo!

Il giorno seguente con il Seba non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di fare un bel giro sulla montagna sopra La Punt e grazie alla bella giornata siamo riusciti a godere di una bellissima vista sull’Engadina.

Engadiner Sommerlauf dopo 2 chilometri (by Alphafoto)

Quasi alla fine del soggiorno a Pontresina ho partecipato all’Engadiner Sommerlauf. Era una gara piuttosto lunga di 25,2 km, la più lunga che abbia mai fatto (togliendo le gare di CO, non avevo mai fatto più di 10 km in un gara di corsa). Non sapevo bene come distribuire le forze, ma essendo piuttosto piatta (solo ca. 180 m di salita su due o tre salitelle) sapevo circa a che ritmo potevo provare ad andare. I primi 10 km sono andati senza grandi problemi e sono passato in circa 35’30”. Subito dopo vi era la salita al trampolino di St. Moritz e soprattutto una discesa ripida su asfalto, questa mi ha un po’ rotto le gambe e così i successivi 8-9 km sono stati particolarmente duri. Vi era infatti anche la salita un po’ più lunga verso il Lej da Staz e soprattutto la discesa verso la stazione di Pontresina. In questa parte in giù ho provato a spingere ma le gambe erano poi completamente distrutte, le cosce non le sentivo più e ho avuto bisogno di uno-due km in piano per ritornare a sentire le gambe normali. A 5 km dalla fine ho però notato che mi sentivo nuovamente piuttosto bene e che un tempo sotto i 90 minuti non era così impossibile. In questi ultimi chilometri ho quindi spinto a tutta sapendo che me la giocavo per pochi secondi e un ultimo chilometro in circa 3’15” mi ha permesso di terminare in 1 ora 29 minuti e 44 secondi.

SOM sul Gottardo (by M. Garbani)

 

Per me era un bel risultato e anche vedendo il piazzamento in classifica ero molto contento di questo feedback.

Purtroppo dopo la gara il problema ad una gamba che avevo da un po’ di tempo è diventato più forte e la settimana seguente ho dovuto cambiare un po’ gli allenamenti, con alcuni consigli del fisioterapista la situazione è migliorata e al weekend ho provato a correre la sprint a Andermatt e i SOM sul Gottardo. Erano due gare interessanti, la sprint molto bella nel villaggio di montagna e nella staffetta ho fatto fatica fisicamente, ma la gamba ha più o meno retto allo sforzo.

Il lunedì sono quindi partito per la Norvegia, ho aggiunto due giorni al soggiorno con la nazionale per provare a prendere un buon ritmo nei boschi che ci attendevano all’euromeeting. Quello che abbiamo trovato era veramente fantastico, le foreste erano proprio come quelle che ci si immagina quando si va in Scandinavia e questo ha fatto crescere la voglia di correre. Gli allenamenti erano andati bene tecnicamente e

Ultima salita della long dell’euromeeting (by B. Rollier)

quindi ero fiducioso per le gare. Ma per finire non ero così pronto come pensavo. Una volta aumentata la velocità non sono riuscito a essere molto preciso tecnicamente e durante il weekend è stato un crescendo di punti negativi nonostante fisicamente mi sentissi piuttosto bene. È chiaro che anche con gare perfette i nordici sono ancora uno scalino sopra fisicamente, ma nella long per esempio non ero distrutto per la fatica come altre volte, il che è già un piccolo passo in avanti, ma con la testa non ho fatto il mio dovere e così c’era poco da salvare, ma molto da imparare. La middle a caccia era poi particolare, partendo poco dietro al gruppo principale,  così ho fatto praticamente tutta la gara da solo, più divertente e sicuramente un migliore allenamento rispetto a correre dietro agli altri senza leggere, ma per un buon risultato non vi erano grandi possibilità. Nel prologo con due errori un po’ grandi e alcune imprecisioni avevo invece perso un po’ troppo per essere appunto davanti nella caccia.

Finito con la Norvegia non c’era molto tempo per riprendersi, dopo due ultime uscite nel bosco il lunedì, siamo tornati martedì in Svizzera e al weekend ci aspettavano gli ultimi Testlauf della stagione per la coppa del mondo a Grindelwald. Le gare promettevano bei terreni alpini,

5a nazionale long a Säntisalp (by OL Regio Wil)

abbastanza tecnici ai piedi del Säntis. Al sabato erano anche i campionati svizzeri middle. La partenza non poteva andare peggio con un errore di quasi due minuti al primo punto dove avevo anche letto bene la carta ma poi il punto non era dove pensavo e anche quando l’ho trovato non ero sicuro fosse il mio essendo molto più in basso di quel che pensavo. In seguito ho però cercato di reagire e dopo alcune imprecisioni ho trovato un ritmo abbastanza buono così che nella parte finale in salita sono riuscito a fare anche dei tempi discreti. Per la long del giorno seguente avevo quindi di nuovo un po’ di fiducia sapendo di stare bene e di riuscire ad avere più o meno sotto controllo il terreno alpino. La gara alla fine è stata abbastanza stabile, alcuni errori stupidi vi sono stati, e mi sono costati un paio di minuti, ma comunque vi è stato un piccolo miglioramento dalla settimana prima.

 

 

Ora per il resto dell’autunno non vi saranno più gare molto importanti, ma diverse un po’ più piccole da sfruttare come ottimi allenamenti. L’autunno infatti offre sempre gare in bei terreni e il tempo è ancora buono per fare gli ultimi blocchi di allenamento della stagione.

Nesparken, Moss, Norvegia

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