Fermo aspettando di risalire

In Val fex con Seba a fine 2019

Da ormai diversi mesi non mi sono più fatto vivo su questo sito e di cose nel frattempo ne sono successe davvero tante, probabilmente troppe, soprattutto in quest’ultimo periodo.

L’ultimo articolo raccontava di come mi fossi qualificato per gli ultimi due turni di coppa del mondo del 2019. E queste ultime gare sono state ricche di emozioni, per completare il 2019 come probabilmente uno dei miei anni più speciali.

Da queste belle esperienze volevo ripartire al meglio in vista del 2020 dove speravo di potere confermare i progressi fatti, e perché no, magari spingermi anche un pochino oltre. I primi mesi della preparazione invernale sono proseguiti in maniera molto simile allo scorso anno o agli anni precedenti. Ho corso forse qualche cross in più, sono stato a Pontresina a fare tanto sci di fondo, ho fatto esami all’università, un bel campo molto molto intenso ad Alicante con un bel gruppo di compagni di allenamento, poi anche un altro campo di allenamento con la nazionale a fine febbraio in Portogallo….

… E poi zac

Teamwork ad Alicante

No, non è stato il coronavirus a fermarmi, anche se chiaramente anche questa triste situazione rende alcune cose difficili anche a me, bensì il mio piede ha detto basta: pre-stato di frattura da stress di grado 2-3, e quindi dopo diversi mesi di allenamenti, nel momento in cui volevo iniziare a trasformare un po’ il lavoro fatto, ho dovuto fermarmi completamente. È stata una botta forte, finora non avevo mai avuto un infortunio piuttosto grande come questo, e proprio dopo avere appena concluso un anno in cui finalmente andava tutto meglio, ha fatto male. La più grande difficoltà da affrontare è stata la delusione su me stesso per non avere avuto il controllo sul mio corpo e di averlo spinto troppo oltre, dopo alcuni mesi che sentivo di giocare sul filo del rasoio. Inoltre, proprio nel momento in cui mi ero detto di prendermi un attimo più di recupero dopo il campo in Portogallo, ho prima beccato un po’ di raffreddore e in contemporanea il piede si è bloccato, un segnale forte del corpo per dire che il recupero dai molti allenamenti non era stato sufficiente.

L’ultimo vero allenamento di corsa in Portogallo (by O-Portugal)

Dopo il campo ho quindi avuto allenamenti molto ridotti per due settimane facendo quasi solo spinning o bici, e una volta che la diagnosi è stata chiara, sono stato completamente fermo per due settimane. In questi giorni posso quindi ricominciare con poca poca bici per fare un po’ di movimento e dovrò avanzare sentendo di giorno in giorno come va. Prima di riiniziare a correre passeranno ancora un paio di settimane e per allenarmi come prima ci vorrà ancora del tempo in più. La situazione del coronavirus mi permette sì di avere più calma e non forzare i tempi di recupero, d’altro canto non ho però praticamente alcuna possibilità di svolgere allenamenti alternativi come acquajogging o andare in palestra per usare crosstrainer o strumenti simili.

Ora si tratta quindi di guardare avanti e lavorare su quello che posso, per arrivare pronto e magari più stabile di prima, nel momento in cui potrò allenarmi nuovamente come piace a me. Le ultime settimane non sono state facili e le prossime non lo saranno neppure, sento spesso dire che dal punto di vista sportivo è forse il miglior momento per avere un infortunio di questo tipo perché non perdo nulla a livello di gare e campi e posso riprendere con calma per essere al 100%, ma quello che mi manca veramente è l’allenamento, semplicemente correre tanto e veloce, e godermi la fatica dopo le dure giornate passate a correre. Le gare mi mancano sì, altrimenti non farei sport di competizione, ma l’altro motivo, forse il più importante, per cui faccio questo tipo di attività, è per spingermi sempre oltre, per lavorare sulle mie debolezze e sentire i miglioramenti allenamento dopo allenamento, e questo al momento è quello che mi manca maggiormente nel quotidiano.

Ma i tempi miglioreranno per tutti e come mi ha detto il Tambur, dopo una discesa c’è sempre una risalita, e le salite sono sempre le più belle, la fatica è maggiore ma la soddisfazione una volta in cima non è paragonabile.

Aspettando di tornare a gustare la salita sul mio Bisbino…

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2 risposte a Fermo aspettando di risalire

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