Da un’operazione all’altra

Durante gli ultimi 16 mesi ho provato a fare tutto il possibile per portare il corpo ha funzionare nuovamente come prima dell’operazione alla caviglia di maggio 2025. Nonostante gli sforzi e cercando di dare il meglio di me stesso nelle gare corse, con alcuni risultati almeno parziali non male, il piede non è mai tornato a funzionare come dovrebbe e così non è rimasto che provare un’altra operazione che spero mi permetta di correre e trascorrere le giornate senza più dolori.

8-9 mesi avanzando lentamente

Tanto tempo in palestra

La ripresa dopo l’operazione a maggio 2025 ha richiesto pazienza e tempo. Dopo avere passato due mesi senza praticamente muovermi, una volta tolto il vacoped e lasciate le stampelle, ho dovuto da un lato reimparare a camminare con la gamba destra e dall’altro riabituare tutto il corpo ad attività fisica, anche molto basilare. Dopo avere ripreso la bici, ad inizio settembre sono iniziati i tentativi con i primi passi di corsa, soprattutto sull’AlterG. Purtroppo, nonostante il molto tempo investito per migliorare la mobilità della caviglia, la situazione anche nei mesi seguenti non era ancora sufficiente per riuscire a correre anche solo 30′ senza avere troppo male e senza muovermi troppo strano causando problemi in altri posti. Qualche piccolo miglioramento continuava ad apparire ogni tanto, così continuavo comunque a sperare che la situazione migliorasse veramente prima o poi. Durante gennaio, dopo che anche sugli sci di fondo non tutto funzionava ancora benissimo e la corsa non migliorava in modo netto, il tempo verso l’inizio della stagione iniziava a diminuire, considerando anche che a quel punto non avevo potuto correre seriamente per otto mesi.

Gara di selezione in Belgio (by ASOM 2026)

Provando a non lasciare andare via Genova

Ad inizio febbraio ho così provato a spingere un po’ di più gli allenamenti di corsa, anche se erano quasi più le cose che facevano male rispetto a quelle a posto. Era un po’ rischioso, ma speravo che dopo un po’ di adattamento ci potesse essere un passo avanti. Il motivo era anche che ormai rimanevano meno di due mesi alle prime gare di selezione per la stagione sprint e sapevo che erano decisive per potere ancora sperare in qualche modo di andare a Genova. Un obiettivo/progetto che inseguivo da tre anni, con le prime idee ed esperienze in Liguria nell’estate/autunno del 2023. Dopo che questa visione mi aveva spinto anche a fare quanto possibile nei primi mesi post-operazione, da novembre le fasi con ottimismo si erano ridotte e sentivo sempre più che le possibilità diminuivano settimana dopo settimana.

Gara nazionale ad Ascona, con vittoria (by L. Patocchi)

Ho provato a fare ancora il possibile tra fine febbraio e marzo, ma alle gare di selezione ad inizio aprile ho dovuto accettare che nonostante qualche miglioramento nella mobilità, la forma era ancora ben lontana da potere avere una possibilità. Le mie prestazioni non erano malissimo per il mio livello che avevo in quel momento, ma era semplicemente troppo poco. L’ultima gara di selezione ad inizio maggio è stata poi una catastrofe a livello tecnico da parte mia. Da un lato avevo già un po’ voltato pagina e non ero presente al 100% di testa, dall’altro è stato comunque un momento negativo vedere definitivamente che ero rimasto così lontano da quell’obiettivo che avevo inseguito a lungo.

Ritorno nel bosco con una quasi ottima gara

Jukola con TP (by H. Virekunnas)

Nel frattempo, avevo ripreso maggiormente la preparazione nel bosco. Dopo che su strada nelle sprint la corsa funzionava un po’ meglio, correre nel terreno si è rivelato difficile con diversi dolori ritornati a causa del dovere stabilizzare maggiormente il corpo con la mobilità ridotta della caviglia. Il male e la difficoltà nel correre mi limitava anche a livello tecnico perché ero più concentrato su dove e come mettevo i piedi piuttosto che trovare il tempo per leggere bene la carta. Finivo così per essere poco efficiente e con troppi errori. Uno dei grandi obiettivi della stagione, la Jukola a metà giugno, si avvicinava però sempre più e ho provato a fare il possibile per avere la testa sotto controllo la notte della gara. È stato bello potere fare una gara abbastanza solida per aiutare i compagni di Tampereen Pyrintö da cui ho sempre ricevuto un grande sostegno. Non era la gara perfetta, ma sufficiente per tenerci nella lotta per i primi 15-20.

CS a staffetta (by G. Maddalena)

Dopo questa gara ho avuto i primi contatti con il dottore per vedere quali erano le opzioni visto il persistere del dolore e la ridotta mobilità nella caviglia. Una nuova operazione è stata quindi messa sul tavolo. Volevo però ancora provare a fare le gare di selezione nel bosco durante l’estate e vedere a che punto sarei stato. Le prime due-tre settimane di luglio, nonostante un’intossicazione alimentare, hanno portato ad una positiva riduzione del dolore e ho sentito come ha cambiato il modo con cui riuscivo a correre e spingere nelle corse intensive, e soprattutto quanto tempo ed energia in più riuscivo ad investire nel lavoro con la carta. Le gare di selezione durante la Swiss-O-Week sono arrivate nel momento migliore, ma nella middle non sono comunque riuscito a performare bene in un tipo di gara con molta discesa dove ho sempre fatto fatica in passato e anche stavolta non sono riuscito a trovare le soluzioni giuste per fare meglio. Per il giorno seguente sentivo però un’energia molto positiva ed ero molto motivato. La gara mi ha dato delle ottime sensazioni, come non avevo più avuto dall’infortunio e sorprendentemente ero in gara per i primi 2-3 posti fino a un errore enorme a pochi punti dalla fine. Nonostante un settimo posto finale e le buone sensazioni ritrovate, bruciava avere buttato via una gara del genere ad un solo punto, ma lo sappiamo bene che nella CO conta ogni punto e anche se sei al top il resto della gara non basta.

In discesa fino alla nuova operazione

Long nei boschi lituani (by EOC 2026)

Avevo così ricevuto una grande spinta in vista delle gare di selezione per i campionati europei di sei settimane dopo. Speravo di avere un ulteriore miglioramento e avere un buon blocco di allenamento. Le cose sono però andate al contrario e dopo un paio di giorni dalle gare della Swiss-O-Week, i dolori e i problemi sono aumentati molto e per inizio agosto facevo fatica a camminare durante le giornate, così che la corsa per il resto del mese è praticamente sparita fino alle gare di selezione. Ho fatto il possibile per riuscire ad arrivarci con meno dolore possibile e nel frattempo avevo iniziato a programmare l’operazione visto che non vedevo una soluzione al problema dopo avere provato un po’ di tutto. In Lituania sono ancora riuscito a fare una gara long non male, anche se tecnicamente non pulitissima. Ottavo svizzero, considerando il mese precedente e che il giorno dopo faticavo di nuovo a camminare, non era poi così male. Ma a luglio pensavo che stavolta potesse essere arrivato il momento di potere qualificarmi per la prima volta ai campionati europei. Non è stato così e ho così provato a tirare ancora avanti per correre i campionati svizzeri middle e staffetta. Non vedevo però l’ora di operarmi per sperare finalmente in un cambiamento, perché il male alla caviglia era ormai troppo e correre non era proprio più divertente.

Dopo l’artroscopia

Verso fine settembre ho quindi avuto l’operazione, un’artroscopia per rimuovere il tessuto cicatrizzato che limitava la mobilità. I segnali che la situazione debba migliorare ci sono, ma la sicurezza al 100% dopo un’operazione non è comunque mai garantita e vedrò nelle prossime settimane se tutto va come sperato. Ho molta voglia di potere prepararmi di nuovo in modo costante e strutturato per provare a correre di nuovo anche gare internazionali e in generale per vedere quale sarà veramente il mio limite di capacità. Queste ultime due stagioni ho passato molto tempo a seguire eventi di CO e altri sport, ammirando e divertendomi con le belle prestazioni di molti sportivi di alto livello. Mi motiva provare a fare il possibile per vivere anche in prima persona momenti di questo tipo. Allo stesso tempo sarò nache contento se potrò di nuovo alzarmi la mattina senza dolori e se potrò pianificare con più sicurezza i miei allenamenti sul lungo termine, senza dovere vedere ogni mattino che cosa può sopportare il corpo.

Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato e supportato durante questa stagione complicata, non è qualcosa di scontato e sono riconoscente per la vostra presenza anche nei momenti difficili che durante questi ultimi due anni sono purtroppo stati molto frequenti e all’ordine del giorno.

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